IL SOGNO DI ALESSIO

12 Gennaio 2010 - categoria: News | Comments Off

marco_palloncini 
Alessio ha solo sei mesi.
Ha iniziato a vivere quando già io avevo perso le mie dita dei piedi, quando già mi ero trovato faccia a faccia con la morte, quando già tutte le mie avventure erano state scritte.
Alessio è il futuro. Nelle sue mani io ho lasciato tutte le speranze che da sempre nutro: quelle di un mondo migliore, di una gioventù sempre più sana, di una società fatta di persone serie e volitive.
E il mio cuore, che da sempre rimbalza con qualche battito in più davanti a un bambino, ha come la sensazione che non sarà deluso.
Pochi giorni prima di Natale Alessio ha raccolto il suo mondo appena nato, i suoi pensieri ancora informi, il suo futuro immaginario, e l’ha chiuso in una busta. L’ha attaccato a un palloncino e l’ha messo in volo. Sperando che arrivasse al destinatario che aveva sognato.
Ebbene, quelle poche righe scritte da un nonno che per il suo nipotino chiedeva a Gesù Bambino di poter augurare Buon Natale a tutti i bimbi del mondo sono passate dalle mie mani, prima di riprendere il volo verso di Lui. Le ho trovate impigliate ad un albero, lungo il sentiero che va al rifugio Branca.
Sono una guida alpina, e anche quel giorno, quel lunedì 14 dicembre, vivevo di montagna. Avevo gli sci ai piedi e stavo attraversando una delle più belle valli della mia terra con Anna Lisa, una cara amica, quando abbiamo scoperto il sogno di Alessio. Due palloncini azzurri, due letterine, un lungo filo impigliato ad un albero. E il mio cane Buk che scalpitava e si rotolava nella neve quasi avesse capito che dentro a quei fogli era racchiuso qualcosa di speciale.
Abbiamo aperto, abbiamo letto. E abbiamo deciso.
Non si trattava solo di ridare a quei palloncini azzurri, brillanti come il cielo di quel mattino, la loro giusta direzione. Gesù Bambino doveva riceverli, questo era chiaro, e io dovevo fare la mia parte. Ma non era tutto qui. Volevo anche regalare ad Alessio il suo sogno.
E così anche a lui, qualche giorno dopo, è arrivato un pensierino con una letterina. Poche righe, scritte con la stessa mano che ha toccato la neve degli Ottomila, solo per dire una parola.
Ciao, piccolo. Sono Marco, sono una guida, e forse un giorno qualcuno ti racconterà quel che ho fatto di bello nella mia vita. Ho realizzato avventure irripetibili, ho esaudito sogni, ho contato le stelle del cielo da pochi metri di distanza, ho respirato aria rarefatta e ho visto morire persone che avevano cullato i loro desideri.
Ho vissuto.
A te auguro di poter crescere sano, ubbidiente e ricco di valori. E di far felici mamma e papà come ho provato a farli anch’io. Ricorda che questo è un mondo nel quale per vivere bisogna lottare, ma mai col coltello tra i denti: sempre con il sorriso. Pratica sport, frequenta la montagna, apprezza i grandi doni che sa farci senza mai chiedere nulla in cambio. E vedrai che saprà ricompensarti facendo di te un uomo.
Forse non erano esattamente queste le frasi, ma era di certo questo che avevo nel cuore.
Mamma Monica e papà Pierangelo sono  rimasti sorpresi. Ma felici.
E so che anche Alessio, che già vedo sprofondato sul divano, piccolo come un cucciolo di leprotto, si è tenuto accanto il mio piccolo dono con gioia. Non lo sa, forse. Ma sono sicuro che un giorno ci incontreremo, magari parleremo dei nostri palloncini azzurri, di Gesù Bambino e del bianco che ricopre ogni cosa.
Andremo insieme su una delle mie montagne e lo solleverò con la mia corda. Poi le stesse mani che hanno toccato la neve degli Ottomila lo afferreranno e lo aiuteranno a raggiungere l’appoggio.
E la montagna insegnerà anche a lui quanto può essere bello vivere.

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Premio Riccardo Cassin “Città di Lecco”.

19 Novembre 2009 - categoria: News | Comments Off

 

 

 

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